"Ancora? Mi chiede sempre. E lo so cosa mi domanda. Ancora mi vuoi?
Le sembra di non avere più niente da darmi, ma invece ha tutta l’immensità di una stella. E’ lontana, ma la sua luce basta al mio buio. Non è un sole, non può esserlo. Non è nemmeno la stella più vicina e più luminosa. E’ una tra milioni e milioni di luci, ma la sento mia, la riconosco, la percepisco. Annulla tutto il cielo stellato e mi fa precipitare nella mia folle oscurità, che illumina a malapena con una scintilla che mi basta."

Simone

prefazione

Dreaming Toronto è stata una vera scoperta, così come l’autrice, Silvia Loreti.

Mi sono approcciata a questo romanzo con l’aspettativa creata dal primo volume della serie, Toronto in love, un’aspettativa altissima, in quanto la scrittrice è stata in grado di coinvolgere da subito il lettore con una narrazione in prima persona e una delicatezza non indifferente.

Silvia ha un dono naturale: riesce a mettere su carta l’amore puro e vero, unito al sacrificio, con una tale semplicità da generare un’enorme speranza.

È impossibile, per chi legge i suoi romanzi, staccarsi dalle parole che scorrono rapide e senza sosta, in una continua e costante tensione narrativa che porta il pubblico nel mondo dei protagonisti, un mondo inventato, eppure così reale da sembrare tangibile.

Entrambe le opere si svolgono tra Ladispoli, la cittadina natia dell’autrice, e Toronto. I protagonisti camminano per questi luoghi, si barcamenano in situazioni, gioiscono e soffrono e noi lettori viviamo con loro ogni accadimento, passeggiamo come se loro, inconsapevoli, ci prendessero per mano, guidandoci in questi posti meravigliosi e nei loro sentimenti.

Attraverso le parole, l’autrice trasmette emozioni e sensazioni forti, che vibrano sottopelle, fanno battere i cuori, fanno sognare e, talvolta, fanno arrabbiare il lettore. 

Silvia è stata fenomenale a dimenarsi attraverso due punti di vista completamente diversi e distinti, uno maschile e uno femminile, creando un filo narrativo senza buchi di trama. È un lavoro arduo, ma lei ci è riuscita. Viaggiando attraverso le pagine, il lettore si ritrova a essere contemporaneamente Sofia e Simone, a provare quello che provano loro, a pensare quello che pensano loro e a sperare che i notevoli “non-detti” vengano espressi.

L’amore e il sacrificio sono la cifra stilistica dell’autrice che, in entrambi i romanzi, riesce a far scorrere con naturalezza attraverso la propria penna.

Leggere Dreaming Toronto è come ritrovarsi a 18 anni tra i banchi di scuola, con le speranze, le aspettative, i sogni e le paure che a quell’età albergano nell’animo degli adolescenti in maniera estrema, tutto farcito da una rara malattia che cambia radicalmente la vita della protagonista e, di riflesso, delle persone che le stanno intorno. La ragazza soffre di una patologia invalidante e spesso, durante la narrazione, è in preda a dolori lancinanti: grazie all’impeccabile scrittura dell’autrice, noi viviamo con Sofia la sua costante sofferenza fisica ed emotiva sulla nostra stessa pelle, così come sentiamo nostri la paura e il senso di impotenza di Simone, consapevole di non poterla aiutare, ma di poterle donare solo il suo amore.

Lacrime, paura, amore e straordinaria forza d’animo caratterizzano i protagonisti, in un susseguirsi rapido di vicende coinvolgenti. Una storia, Dreaming Toronto, da gustarsi in un piovoso pomeriggio autunnale, con una coperta e una tazza di cioccolata calda fumante, così com’è il libro: dolce e avvolgente.

Lady M.

Divisa a metà.

È così che si sente Sofia, divisa tra ciò che crede di poter avere e ciò che vuole. Ma cosa le impedisce di avere ciò che vuole, e cosa, o meglio, chi vuole?

La sua vita non è stata facile, poche persone avrebbero sopportato il peso di ciò che le sue giovani spalle reggono da anni, l’angioedema ereditario, poi è comparso lui: arrogante, donnaiolo e… bellissimo!

Lui è tutto quello da cui lei dovrebbe stare lontana, ma è anche tutto ciò che vuole. L’unico a cui permette di sfiorarla, di vederla, di viverla, ma non gli ha detto del suo problema, ha paura di leggere la pena nei suoi occhi, ha paura che si allontani.

Simone ha un ricordo di lei, un ricordo che ancora lo fa stare male, ma la voglia di conoscerla davvero è più forte della voglia di farla scendere dal suo piedistallo di cristallo. La voglia di baciarla è più forte di quella di aggiungere un altro nome alla sua lista, ma con lei non può essere sé stesso. Lui rovina sempre tutto e lei è troppo preziosa per i muri di pietra che avvolgono il suo cuore, è troppo fragile. Simone ha paura di farle male. Paura che Matteo non ha, lui è il perfetto principe azzurro, il ragazzo giusto per lei, cosa che lui non sarà mai. Vederla tra le sue braccia lo tortura, riuscire a starle lontano è impossibile, ci sarà una soluzione?

Sofia sogna Toronto da sempre ed è lì che prova a fuggire dal dolore e a realizzare i suoi sogni, ma è felice?

Due ragazzi, un liceo, un sentimento antico li lega e pretende come scriveva Dante che L’uno si possa intuare come l’altro si immii

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